«Corte d’appello inaccessibile ai disabili», la protesta dell’avvocato castelbuonese Mario Allegra

VICENZA. La sede della Corte d’Appello a Venezia non è accessibile all’avvocato vicentino Mario Allegra, che ha scritto alla presidente Ines Marini per chiedere che l’udienza del 27 marzo a cui doveva essere presente per trattare il procedimento del suo cliente venga differita. A data da stabilirsi. «Fin tanto che l’accesso autonomo a palazzo Grimani non sarà consentito» riporta la lettera, inoltrata anche al presidente della terza sezione penale. A quando quindi –è l’auspicio -«gli impianti di servo-scala installati all’esterno del palazzo e all’interno, davanti all’ascensore, non funzionanti da alcun tempo» risulteranno operativi. Così da non costringere un diversamente abile a chiedere aiuto ad altri, perché sollevino lui e la sedia a rotelle per approdare oltre le scale. «Mi hanno già aiutato un passante e in un’altra occasione dei poliziotti all’ingresso, ma l’ultima volta una guardia non si è preso tale responsabilità» spiega il legale.
La richiesta di rinvio
Ed ecco quindi la richiesta di rinvio dell’udienza, giustificata, scrive Allegra, «dalla sussistenza di legittimo impedimento». E lo stesso legale, se necessario, si dice anche pronto a chiedere i danni. «Danni alla funzione – spiega – perché la giustizia non si fa senza avvocati». E lui, senza la possibilità di accedere al palazzo e quindi all’aula di udienza, non può difendere il suo cliente. «Questa situazione offende la mia dignità» commenta l’avvocato affetto da paraplegia che già in altre occasioni si è battuto contro le barriere architettoniche. E che anche in questo caso fa sentire la sua voce per le difficoltà incontrare per avere accesso agli uffici giudiziari di Venezia. Perché non c’è solo Palazzo Grimani, sede della Corte d’Appello (penale), ma anche Palazzo Cavalli (sede della Corte d’Appello civile). «Quello risulta del tutto inaccessibile per la presenza del ponte privo di impianti di sollevamento» spiega (e scrive nella lettera inviata) l’avvocato Allegra. Che aggiunge: «Le difficoltà sono anche per i ponti di Venezia, dai quali sono stati eliminati nel tempo i sistemi di sollevamento – continua – , e dove ci sono, come l’ovovia per disabili del ponte di Calatrava, questa non funziona».
(Fonte: corrieredelveneto.corriere.it)