Edizione Straordinariaaa! Edizione straordinaria!!!

(Di Francesco Di Garbo)
#Clamoroso a Castelbuono!
Sensazionale avvenimento. Inatteso ma era nell’aria!
“A dispetto di tutti i rosiconi
che non ci volevano credere,
dei “nimici da cuntintizza”
e iettatori compulsivi,
dei gufi e degli allocchi e di
quelli che remano contro etc. etc.”
(Iniziava così il post Facebook del cittadino più…).
Grande festa a Castelbuono!!!
Con grande gaudio e fierezza irradiante annunciamo l’imminente riapertura del CineTeatro Le Fontanelle. Il taglio del nastro con tanto di fanfara e majorette, declamazioni e ghirlande, festoni e coriandoli avverrà il 1° di Aprile.
Si respirava da giorni ma nessuno aveva il coraggio di parlarne.
Stamattina il paese è stato tappezzato di manifesti satirici. Viene data la stupefacente notizia dell’inaugurazione del CineTeatro Le Fontanelle. Cose da pazzi! Nessuno ci credeva.
Ma andiamo ai fatti.
Nella nottata passata qualcuno s’è divertito a fare una pasquinata il putacaso primo d’aprile.
“E come? Ma le pasquinate non sono un dolce di Pasqua?”.
“E dai, è come dire che la testa di turco si mangia a Ferragosto!”
Se lo chiese tutto il paese che restò di sasso impetrato non appena si sparse la voce, immediatamente, e divenne di pubblico dominio l’epigramma. Cosicché tutti si precipitarono a fotografare i manifestini sparsi in lungo e in largo del paese.
In un battibaleno s’innescò la miccia e partì a razzo la caccia al tesoro a chi ne scopriva di più con prova fotografica documentata. C’era un premio, tipo albero della cuccagna per San Giuseppe o tirata o’ adduzzi ppa Madonna ‘u Rusariu, a chi ne avrebbe scoperto di più. Affisso era pure un Wanted apparso all’improvviso: “Ricercato il manifesto. Ricercato il pseudo Pasquino. Ricercato il complice di cui si vociferava”.
La notizia parlava di 33 manifesti appizzati. L’attacchino, Satiro Pungente, li attaccò con la colla da parati indelebile.
Finora se n’erano scoperti solo 29. Un fortunello trovò il 30°. Era mezzogiorno quando si individuò il 30° nascosto in Piazza Parrocchia nel lato -B- del monumento ai caduti. Degli altri tre non c’era traccia. Ormai tutto il paese era stato setacciato, ci fu chi saltò il pranzo pur di vincere il premio a sua gloria. Alle 15:00 venne trovato il 32° a San Leonardo, nel pennacchio del lato sinistro della fontana dietro l’inferriata. La ricerca era spasmodica e l’intero paese vi si cimentava: ludicamente con gaudio se ne entusiasmava. Purtroppo, malauguratamente, non si trovava il 33°, per cui non si sarebbe potuto inaugurare il teatro e nemmeno il Vaudeville rappresentare: quindi addio taglio del nastro.
Nella stanza dei bottoni ci si inalberava e in escandescenza si andava. Tutti gli esperti a consulto di fronte al Sindaco si smaniavano dove l’ultimo manifesto cercare. Erano passate le 20:00 e per le 21:00 si doveva celebrare. Squadre di volontari assoldate battevano a tappeto col battipanni la polvere nascosta lì sotto. Ogni angolo fu setacciato cu’ crivi pa’ farina, da lì i cittadini s’accorsero di tante mancanze e tante deficienze che l’Amministrazione obliterava con l’arte del camouflage.
“Chi fu mai?”. Divenne “chi fumai?”. E se chiedevano impazienti gli abitanti con diceria fluttuante dal passaparola diventato virale. Avevano venduti i biglietti…?
“Chi i bagarini?”. Reclamò il solito sagace.
“No Ticketone, per il Comune”. Rispose il bene informato.
“E l’hanno fatto con il dynamic pricing”. Precisò il solito arguto. Nel giro d’un paio d’ore s’era registrato il sold out.
“Ma chi potrà essere stato?”. Rimbombava la domanda.
“Secunni mia fu iddru”. Disse il tipo faceto.
“Iddru cuu?”. Si chiesero in coro.
Ma non capirono chi avesse buttato il sasso perché il faceto nascose la mano. Non sapendo a chi rivolgersi i cittadini defraudati di meglio non poterono pensare se non di prendersela con l’Amministrazione Comunale. Non è che chiedevano il rimborso per il mancato spettacolo che la pregustazione era andata storta e rimasta sullo stomaco indigeribile. No, volevano l’intero Teatro Le Fontanelle ristrutturato ab origine e basta. Quindi in Piazza Castello andarono ad occupare-manifestare contro l’obbrobrio in essere della mostruosa ristrutturazione in itinere. Una decina di sacchi di iuta pieni di carbone macinato a carvunieddi venne sparso davanti al teatro e nemmeno una caramella in mezzo vi si trovò.
Firmato: Pesce d’Aprile.
01-04-25.
N.B. Di seguito per la gioia dei cittadini il manifesto originale dell’unica copia non ritrovata.
