Verso le Fontanelle, nonostante la m minuscola

Proponiamo un post per ragguagliare sulla situazione del progetto di ristrutturazione delle Fontanelle, conseguente alla prima presentazione del progetto da parte dei progettisti incaricati, delle numerose osservazioni mosse a questo progetto dal Comitato Le Fontanelle e da numerosi cittadini, e della successiva revisione del progetto che, almeno teoricamente in attesa delle nuove carte che verranno, ha recepito le istanze più pressanti rappresentate. Il punto sulla situazione è indirizzato, come è costume del Comitato per Le Fontanelle, a tutti i castelbuonesi che ne hanno interesse,  offrendo fatti circostanziati e condivisi con l’amministrazione e i progettisti. A differenza di altri contributi, esternati da taluni commentatori con la T maiuscola e sempre in erba, affetti da ridicolo e vacuo egocentrismo, capaci di offrire solo parole fumose, soffiate per alimentare il falò della mera vanità.

Il 27 maggio in calce al post dell’architetto Polisi https://www.castelbuonolive.com/lintervento-dellarch-rosario-polisi-in-merito-alla-nuova-bozza-di-progetto-delle-fontanelle/

abbiamo commentato la presentazione del progetto di ristrutturazione del cine-teatro Le Fontanelle, esprimendo la netta ed esplicita disapprovazione del comitato Le Fontanelle avverso il progetto ipotizzato, che era riuscito a deludere tutti, tranne forse un paio di intervenuti di cui si dirà più avanti, sconfessando i requisiti indispensabili per il teatro che i castelbuonesi da tempo reclamano.

Tale ipotesi di progetto sconfessava i primi 5 dei 6 requisiti individuati per il teatro, e cioè: 1. obiettivo primario del progetto è un teatro, 2. il palcoscenico deve avere il necessario per compagnie teatrali amatoriali e professionali: (struttura fissa, area > 80m2, torre scenica, quinte, tre americane, sipario e arlecchino, camerini con servizi adeguati) 3. capienza ≥ 300 posti con poltroncine fisse, 4.  galleria, 5. armonizzazione aree di platea e foyer a vantaggio della prima. Ecco il perché dello stato d’animo di appassionata e veemente, ma sempre civile, contestazione del Comitato e di quasi tutti i presenti, tranne il solito paio di intervenuti.

Incalzati da domande e proteste i progettisti avevano ammesso che molti dei citati requisiti erano realizzabili se la committenza avesse -nella sostanza se non nella forma- dato priorità al teatro rispetto al centro poli-funzionale. Colto questo spiraglio e consapevoli della necessità di condivisione per trovare una soluzione, il Comitato ha sollecitato un incontro con l’Amministrazione per valutare insieme come trovare una quadra soddisfacente. Sebbene questo incontro fosse stato prospettato al Comitato già la sera del 25 maggio, ci sono voluti 26 giorni e il rischio che la condivisione svanisse prima di essere individuata, per concretizzarsi: il 20 giugno però l’incontro Amministrazione-Comitato, a tratti dialetticamente animato, ha confermato i requisiti da rappresentare ai progettisti il 25 giugno successivo, in un incontro tra rappresentanti del Comitato, Sindaco e gruppo dei progettisti.
E’ presumibile che prima di questo incontro con i progettisti, il Sindaco abbia trasmesso loro le esigenze condivise con il Comitato, formalizzando quel cambio di priorità atteso.

Fatto sta che l’ipotesi progettuale presentata in bozza dai progettisti il 25 giugno era finalmente rispettosa della totalità dei requisiti, eccezion fatta per la riduzione dell’area del foyer a vantaggio della sala,  considerato non compatibile con le aree da destinare a servizi e foyer al piano terra. Il Comitato rimane sempre del parere che uno specifico approfondimento progettuale potrebbe consentire il recepimento anche di quest’ultima richiesta ma poiché la condivisione impone qualche rinuncia se, come in questo caso, i requisiti accettati connotano un progetto in linea con le attese, il Comitato ha confermato piena disponibilità verso la soluzione abbozzata.

Questi i fatti ma è d’obbligo precisare alcuni elementi, fondamentali per la validità della condivisione.

Innanzi tutto sia chiaro che i 5 requisiti recepiti costituiscono un blocco non scindibile: ognuno di essi è non negoziabile né rimandabile nel tempo, in attesa di ipotetici ulteriori finanziamenti. A garanzia di ciò il Sindaco ha ventilato l’ipotesi –da confermare in tempi strettissimi – di poter utilizzare un ulteriore finanziamento per il completamento dell’opera. Speriamo che ciò sia confermato, in caso contrario i 5 requisiti, con le opere correlate, sono prioritari rispetto a qualsiasi altro elemento progettuale: se fosse necessario rinunciare o ritardare qualcosa, sarà qualcosa relativa al foyer o  comunque diversa dai requisiti recepiti.  Siamo certi che col Sindaco su questo punto ci siamo intesi senza dubbio ma, come dicevano i saggi latini, repetita iuvant.

Inoltre è pregiudiziale, a meno di non dimostrarne l’infattibilità tecnica, l’aggiunta di un paio di file alla galleria rispetto a quelle previste.

Per quanto riguarda le linee architettoniche del progetto il Comitato, pur se le sue idee non collimano con quelle espresse finora dai progettisti, ritiene di doversi limitare a richiedere il rispetto del contesto dell’area castellana, rimandando le verifiche agli enti competenti in materia. Invece il Comitato ha documentato che la “culla muraria”, che circoscrive l’edificio e che costituisce un elemento critico per la sicurezza, non ha alcun alibi storico quindi è auspicabile una ulteriore riflessione sulle motivazioni che l’hanno originata.

Infine, convinto che -come dice il fratello siciliano del saggio latino – sia miegli diri chi sacciu ca chi sapieva, il Comitato manterrà una vigilanza attiva fino all’ultimo momento della progettazione e della realizzazione delle nuove Fontanelle affinché il progetto esecutivo garantisca tutti gli accordi condivisi, pur nel rispetto delle competenze delle parti e consapevole di poter esercitare solo una moral suasion,  potenziata dal comune sentire popolare.

Ora, prima di chiudere, diciamo che i due intervenuti ad approvare nel corso dell’assemblea di maggio l’ipotesi presentata dai progettisti, diversamente dalla totalità dei presenti, erano stati: il Sindaco, forse abbagliato dalla capienza e dalla possibilità di ottenere rapidamente un open space nella platea, che però più avanti, facendosi guidare dalla logica dei fatti e dalla forza delle esigenze virtuose, ha cercato l’intesa con il Comitato, e un  tale professionista in erba secondo il quale un teatro vero in quel luogo sarebbe stato irrealizzabile, come probabilmente qualsiasi altro progetto diverso dalla sua idea di teatro: certo, il teatro che si realizzerà rispettando i requisiti di cui si è parlato non sarà l’Opera di Parigi, né la Scala di Milano e nemmeno il Massimo o il Politeama di Palermo ma sarà un teatro vero, completo, in grado di ospitare compagnie amatoriali e professionali e di rivitalizzare cultura e scambi culturali consentendo di riprendere una plurisecolare tradizione.

Comitato Le Fontanelle

Iscriviti per seguire i commenti
Notificami

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Cosa ne pensi? Commenta!x